HERE WE GO AGAIN!

Questo blog mi è stato gentilmente "regalato" dai miei più cari amici durante i miei anni universitari a Bologna. Col tempo però è stato lasciato un pò a sé stesso. Nella vita a volte ti trovi a dover abbandonare anche le tue più grandi passioni, un pò per dovere, un pò perché è difficile far combaciare il tutto. 


Non ho mai pensato di abbandonare la cucina, ci sono momenti in cui ci torno anche solo per fare mente locale e non è scontata la cosa. Trovare un posto, un luogo dove riesci ad essere te stessa senza doverti confinare oggigiorno è quasi un miracolo. La vita e la quotidianità difficilmente ti lasciano quella porta aperta per dedicarti a ciò che più ti piace. Sarà anche che poi subentrano tanti altri fattori, come il volontariato. Che per me è stato quasi terapeutico, tuttavia ti perdi un pò per strada no? ma è bello anche ritrovarsi, riscoprirsi. E in questo periodo di quarantena dapprima avevo pensato di condividere delle storie su Instagram poi mi sono ricordata che potevamo riaprire il blog. Per scrivere ogni tanto, per raccontare la mia vita con ricette, per trasmettervi qualcosa. Dunque mi riprometto di ricominciare, di ritrovare e ritagliare quell'ora da dedicarvi, da dedicarmi. Ho quest'immagine nella mia testa mentre scrivo questo post, di me bambina con un libro de "i tre porcellini" in mano. Una sola ricetta, in un giorno qualsiasi d'estate, in un sobborgo di Londra è stata capace di rivoluzionare la mia vita. Non mi aspetto di fare lo stesso con voi, ma magari posso inspirarvi. 


Ovviamente si trattava di una ricetta francese. Come non poteva esserlo? Le crêpes sono un must. Basta aggiungere alle uova, latte e farina e un goccio di burro per poter creare dei dischi di pasta morbida da farcire con qualsiasi cosa. Salate con gorgonzola, pere e noci possono rendere la tua cena un pò meno noiosa del solito, ma anche con la nutella, o crema al pistacchio, possono diventare una colazione, o meglio un brunch particolare. 


Ricordo ancora di come bruciai la padella. E di come mia nonna mi disse che era stata una pessima idea. La sartén, non era antiaderente, era la padella dove la nonna faceva i suoi sughi inventati. Mia nonna non è mai stata portata per la cucina, eppure riusciva a fare una delle paste più buone della tua vita. Non sapremo mai la ricetta, tutto quello che c'era in frigo finiva nel sugo, ma cosa più importante, era la dose massiccia di burro, preferibilmente salato, che metteva prima del sugo. Che ricordi. Quella sera da un impasto di 10 crêpes ne mangiammo 2. Senza nutella, perché il Londis (paki shops che trovi in ogni angolo in Inghilterra) non era cosi fornito e poi 7 sterline per la nutella era fuori questione. Ma il ripieno non fu da meno. Sarà difficile da credere ma le fragole inglesi sono le più buone di tutta Europa. Hanno dei grandi campi, Farm houses, dove puoi andare te stesso a raccoglierle. Altro nostro passatempo preferito. I nonni sapevano sempre come occupare il tempo. Generalmente andavamo la domenica, dopo il Car Boot Sale, mio nonno è sempre stato un shopaholic. 


Le crêpes alle fragole e panna sono state la mia prima ricetta. Da lì fu amore. Iniziai a vedere i programmi di cucina sulla BBC e all'epoca era in voga The Naked Chef - by Jamie Oliver. Chi mi conosce sa quanto sia ossessionata da questo chef inglese. Niente stelle Michelin, solo la gioia di cucinare. Lo vedi lì felice. Non che gli chef stellati non lo facciano, oggi se ne vedono tanti di programmi, ma nessuno è come lui. Lo vedi nei suoi occhi il luccichio di chi trae una forte gioia dal cibo. 


Ho sempre pensato che chi mangia per vivere non ha capito a pieno quest'arte che può nascere anche da semplici ingredienti, come la pasta, il pomodoro e un ciuffo di basilico per fare una banale pasta asciutta. Esistono più di 5 mila specie di pomodori. La puoi fare col datterino giallo del Vesuvio, con il pachino IGP, con un san marzano e fare una passata fatta in casa, la puoi fare con i pomodorini neri, ricchi di antiossidanti, la puoi fare anche con pomodorini misti. E a pensare che sono stati importati dal Sud America per decorazione. Per non parlare della varietà di basilico. A fianco a quello genovese, dalla punta tondeggiante, possiamo trovare il basilico cannella, leggermente speziato che si usa in Messico per i piatti etnici, o quello greco che è leggermente più intenso rispetto al nostro, il basilico limone, o quello alla liquirizia. Fare nuove combinazioni e creare uno scialatiello diverso dal solito. Della pasta non ne parlo proprio. Dovrei scrivere una commedia sulla quantità di paste che potremmo fare per ravvivare la tavola. Anche solo miscelando acqua e farina..come vedete basta davvero poco. 


Non so esattamente che tipo di direzione prenderà questo blog, o anche questo post a dire il vero (sembra quasi un flusso di coscienza) credo che lo scopriremo solo col tempo. 


Ora vi lascio, stamattina ho iniziato un impasto che richiede la mia attenzione. Ovviamente provvederò poi a scrivervi la ricetta. A presto..









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