PASQUA (PARTE 1 DI 2)

Io oggi non avevo voglia di fare un bel niente (che poi alla fine mi sono data al giardinaggio), mi ero già alzata con la luna storta poi ho mangiato un pezzo del mio casatiello sfornato ieri sera e il mood è visibilmente cambiato. Si, non iniziate a giudicarmi. A colazione vale tutto, la pasta fredda della cena, la pizza, il pane col prosciutto. Soprattutto il riso cantonese del giorno prima con la salsa soia è il top. Mi rendo conto di fare schifo ma la colazione da stacanovisti caffeuccio e pastina la lascio ai privi di immaginazione. Occhio, non è che la disdegno, però se avanza qualcosa, a colazione è sempre gradita specialmente se in hangover. 
Comunque detto questo vi ho svelato la surprise di oggi. La ricetta che vi lascio è quella dello chef Cannavacciuolo (che tutti ovviamente conoscete) però faccio due variazioni, anzi un paio. Comunque prende spunto da quella dello chef. 
Se pensate sia una roba light levate mano, ve lo dico...c'è lo strutto. 
Prima di procedere ho controllato la storia del cucchiaio con gli spaghetti. E ho scoperto che sono una grandissima maleducata. Comunque sia chiaro, la pasta lunga la detesto, poi se non posso neanche aiutarmi col cucchiaio, qui la situazione è grave. Io senza cucchiaio non saprei come mangiarli. Dunque faccio la cafona di turno e la chiedo anche al ristorante. Sarà, mio padre li ha sempre mangiati cosi, mio nonno uguale. Sto semplicemente rispettando la tradizione di famiglia. 
Bene, accantonato il fatto che quindi sono una vera cafona (ogni volta che sento questa parola penso al pane napoletano, sto già salivando), procediamo con gli ingredienti e il procedimento. 
Fate attenzione richiede almeno 6/7 ore di lievitazione. 
Io ho usato la planetaria, il Kenwood non si può evitare, quando uno lo ha, lo utilizza. Non ho mai provato questa ricetta facendola a mano. Per i più coraggiosi fatemi sapere. 
Questo impasto vale per 10 persone.

700 gr di farina 00 IMPORTANTE SIA 00 PERCHÉ C'É BISOGNO DI UNA FARINA FORTE (dovrei provare a fare metà di manitoba e metà 00, per chi ha voglia mi faccia sempre sapere)
130 gr di strutto + 10 gr per imburrare la tiella 
25 gr di lievito di birra fresco (lo preferisco, non saprei se quello secco va bene comunque)
500 ml di acqua 
un cucchiaino di zucchero 
mezzo cucchiaio di sale (io ne ho messo un cucchiaino e mi è venuto leggermente sciapo, fate vobis
pepe 
1 salame (di quelli piccoli/medi per intenderci)
1 confezione di pancetta 
provolone piccante
provolone dolce (o scamorza affumicata, complessivamente i formaggi 200g)
pecorino romano
parmigiano o grana 
6 uova 

Prendete la planetaria, pesate la farina e versatecela dentro. A parte misurate l'acqua, possibilmente tiepida/calda, scioglieteci il lievito e il cucchiaino di zucchero. Amalgamate fino a scioglimento completato. Pesate lo strutto e mettetelo nella farina. Prendete il pepe e a vostro piacimento pepate. La tradizione vuole che sia ben condito, c'è a chi piace, a chi non piace, io faccio 20 macine. IMPORTANTE, il gancio della planetaria deve essere quello a foglia, poi lo cambiamo e mettiamo quello vero e proprio per impasti, che si chiama gancio ed è fatto tipo ad uncino. 
Comunque, azioniamo a bassa velocità e a filo uniamo l'acqua con il lievito. Alziamo la velocità e lasciamo impastare per 2/3 min. Cambiamo il gancio, spolveriamo il sale e azioniamo la planetaria di nuovo per 5 minuti. L'impasto è morbidissimo. questo perché abbiamo messo mezzo litro di acqua per 700 gr di farina. Sarà super appiccicoso però ne varrà la pena. Fidatevi. Si, il sale lo mettiamo a impasto quasi completato perché il sale è nemico del lievito e quindi ricordatevi sempre di metterlo alla fine, per qualsiasi lievitato. 
Una volta fatto, dategli una forma tondeggiante sempre lì all'interno della planetaria e lasciatelo lievitare per un paio di ore nel forno con luce accesa coperto con un canovaccio. 
Di solito a 2 ore compiute lo smuovo e lo faccio lievitare per altre 4. Siete liberi di lasciarlo lievitare per 6 ore direttamente. 
Nel mentre tagliate a dadini salumi e formaggi. Onestamente potete metterci quello che più vi aggrada. Anche i ciccioli per intenderci.
A lievitazione compiuta cospargete su un ripiano MOLTA farina, poggiateci l'impasto e mettetene altra sopra. Stendete con le mani, il matterello non vi sarà d'aiuto perché l'impasto è molto acquoso. Se avete bisogno di altra farina aiutatevi, ma non esagerate. Una volta steso un rettangolo 60x40 (all'incirca) tagliatene una piccola striscia e mettetela da parte. Ungete la teglia con lo strutto (meglio se a forma di ciambellone, con il buco in mezzo per intenderci). Cospargete i salumi e i formaggi sul rettangolo, cospargete una manciata di pecorino e di grana e arrotolate l'impasto come un rollè. RAGA MI BESTEMMIERETE DIETRO PERCHÉ SARÁ IMPOSSIBILE, ma ce l'ho fatta io innumerevoli volte, quindi ce la potete fare. Se si strappa la pasta non importa tanto a cottura ultimata non cambierà granché. Ora con molta calma e pazienza fate entrare questa lunga salsiccia farcita nella teglia a 360°. Unite i due estremi (ovviamente quando lo arrotolate su se stesso portate i lati verso l'interno, non lasciateli aperti altrimenti la farcia vi uscirà). Lasciare lievitare per un'altra ora in forno con luce accesa. 
Prendete sei uova, una rompetela. Ci servirà per spennellarci il casatiello. 
Ora ponete 4/5 uova sul casatiello, fate pressione ma non troppa (altrimenti si rompe) e con la pasta che abbiamo messo da parte prima fate delle piccole striscioline in modo tale da fare una X su ogni uovo. 
Io faccio cosi, prendo un pezzo di pasta, la strofino in mezzo le mani, poi la poggio sull'uovo e delicatamente pigio. Nel mentre preriscaldate il forno. 180° statico, 170° se ventilato. 
Spennellate con l'uovo e infornate. Tempo di cottura 45/55 min massimo. 
Fate comunque la prova dello stecchino, anche se onestamente con il formaggio filante dentro non si capirà granché. 
Sfornate e lasciate riposare almeno una notte. Non è vero scherzavo!!! Io ho aspettato un'ora. Però non è la stessa cosa caldo. Quindi sì, provatelo..ma capirete la differenza di gusto il giorno dopo. 
Tutto questo parlare mi ha fatto venir voglia di mangiarmi una fetta. 
Scendo in cucina, ci sentiamo domani!





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