SCONES

Stavo guardando video radom su YouTube, sostanzialmente di gente che cucina tipo le vecchie puntate di Anthony Bourdain e mi sono imbattuta in una video ricetta un pò strana. 
Sapete di solito quando è diversa dalla mia mi faccio mille paranoie perché forse la faccio in modo sbagliato, ma poi mi ricordo che in cucina niente è sbagliato, esistono tante varianti e che sarebbe del tutto limitativo farlo "solo" in una certa maniera. Ovvio che se mi fai la carbonara con la panna ti lincio, ma se sostituisci il guanciale con la pancetta non ci vedo niente di male, o le zucchine per renderla vegetariana. 

Come al solito inizio a parlare e non arrivo mai dove voglio arrivare. Fatto sta che vedendola mi è venuta voglia di farla, la ricetta intendo, e giusto in tempo per l'ora del tè. 

Gli scones sono dei dolci (?) non so se possiamo qualificarli come tali, perché in realtà esistono anche varianti salate e hanno una consistenza tra il biscotto e una brioche, ma non hanno il lievito di birra. Comunque sono dei "prodotti" scozzesi che accompagnano il tipico tè inglese delle 5 (oltre ai sandwich ai cetrioli, che io AMO). 

Vengono di solito tagliati a metà e ricoperti di abbondante marmellata di fragole e di clotted cream, una specie di panna burrosa che dio solo sa che razza di bomba calorica possa essere. Aperto è il dibattito culinario nel Regno Unito se vada prima la marmellata e poi la clotted, o viceversa. Se non mi credete googlate, ogni inglese la vede in modo diverso, perché vedete si tratta di consistenze, la marmellata scivola sulla crema e dunque, non sarebbe meglio mettere prima la marmellata? io faccio cosi, prima la marmellata e poi la crema. Ma se ne parli con qualcuno che la pensa diversamente ti dirà che si tratta anche di palato, mettono la crema sotto e poi la marmellata per il sapore. Non so, io ho sempre fatto cosi e questi dibattiti mi sembrano assurdi, vi assicuro che sono però davvero divertenti. 

Ad ogni modo, il termine compare per la prima volta nel 1500 in una poesia scozzese:

I asked the maid in dulcet tone
To order me a buttered scone;
The silly girl has been and gone
And ordered me a buttered scone.

La pronuncia varia da regione a regione, in alcune si legge skoun (che fa rima con tone), in altre skan (che fa rima con swan). Si dice sia comunque una parola di origine olandese schoonbrood (schoon che sta per pulito, e brood vabè ci si arriva brood, bread, pane). 

Come ho detto prima ci sono molte varianti, anche nel mondo. Facendo una ricerca ho ritrovato più o meno lo stesso impasto in Ungheria ma sono serviti con formaggio e pietanze salate, oppure sono fritti in Australia. 
Comunque, la versione originale è ovviamente "pulita", io li preferisco con l'uvetta.
Si sono una di quelle persone, amo l'uvetta e la metterei ovunque. 
C'è anche la versione mirtilli, datteri, fiori di lavanda (buonissima tra l'altro) oppure, passando alla versione salata, con cheddar, parmigiano, altri formaggi, pancetta, insomma.....praticamente stanno bene con tutto. 

Solitamente quando vado in Inghilterra ne mangio cosi tanti che mi viene la nausea, anche a colazione, magari li tosto un pochino e poi ci metto la marmellata sopra. 

Comunque, questa ricetta è una ricetta di Jamie Oliver (più o meno, perché come al solito ho fatto 2/3 cambiamenti), non l'ho mai scambiata con altre, e dunque vederla con le uova mi ha fatto un pò strano. 

Si può fare anche nella macchina del pane, seppure non abbia molto senso perché si tratta di un'impasto che non deve essere lavorato molto. 
Ad ogni modo, per una 15ina di scones servono:

500 gr di farina 
150 gr di burro FREDDO
2 cucchiaini di lievito per dolci
2 cucchiaini di bicarbonato 
a dash of milk 
un pizzico di sale 
1 cucchiaio raso di zucchero

Prendete una ciotola, aggiungete farina e lievito, il pizzico di sale, lo zucchero e il bicarbonato. Aggiungete il burro e con le mani scioglietelo tra la farina (usate i polpastrelli), più o meno deve avere la consistenza della sabbia, però non state li a lavorarlo cosi tanto, questo impasto più rustico rimane, più vi farà fare bella figura. 

Ad ogni modo, aggiungete il latte, e appena l'impasto si compatta mettetelo in frigo per mezz'ora. 

Ripeto, non lavoratelo troppo, cercate solo di farlo compattare. Troppo liquido? aggiungi un pò di farina. Non si compatta? aggiungi un goccio di latte. 

Dopo averlo fatto riposare, accendete il forno a 180 gradi ventilato, Stendete la pasta, deve essere alta 4/5 cm e con un bicchiere dategli una forma. Potete sbizzarrivi e farli quadrati, o triangolari, insomma la forma non è importante. 

Spennellate con un pò di latte e infornate per 15 minuti. NON UN MINUTO DI PIÚ. 

Come ho detto prima, ci sono molte varianti, se volete aggiungere la frutta secca (uvetta, albicocche, fichi..) fatela rapprendere per mezz'ora in un pò di succo d'arancia, o un pò di brandy, avrà un sapore più intenso, oppure eliminate del tutto lo zucchero e aggiungete 3 cucchiai di parmigiano, o cheddar, potete usare il formaggio che preferite. 

Vado, intendo a mangiarmene un'altro. O forse mi bevo una birretta. Ora ci penso!










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